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mercoledì 17 febbraio 2010

Misure cautelari contro l’evasione da riscossione



Le misure cautelari sono oggi esperibili non solo sulle sanzioni ma anche sui tributi. Con la circolare n. 4/E/2010, l’Agenzia delle Entrate illustra tutte le novità sugli strumenti adottabili per garantire la riscossione dei tributi evasi.

È possibile di ricorrere a ipoteca e sequestro conservativo anche quando il contribuente, evitando il contenzioso con il Fisco, definisce il rapporto tributario attraverso l’adesione ai contenuti del PVC o dell'invito al contraddittorio (che, a differenza dell'accertamento con adesione ordinario, non prevedono la prestazione di garanzie): quando ricorrano particolari e concrete ragioni, quindi, si può ricorrere alle misure cautelari sia quando il contribuente è ancora in tempo per aderire ai contenuti di un verbale o di un invito, sia dopo che ha già aderito.

In particolare, si legge nella circolare n. 4/E/2010 emanata ieri, l'Agenzia delle Entrate può chiedere l'iscrizione dell'ipoteca sui beni del debitore e l'autorizzazione a procedere al sequestro conservativo anche a tutela dei crediti relativi alle imposte e agli interessi connessi ai processi verbali di constatazione.

Le misure cautelari, peraltro, possono essere adottate non solo davanti a un PVC, ma anche di fronte a un atto emesso senza un'attività istruttoria esterna, sulla base di controlli spinti da altre fonti d'impulso.

Le ipoteche e i sequestri conservativi, inoltre, mantengono - senza bisogno di alcuna formalità o annotazione - la loro validità e il loro grado a favore dell'agente della riscossione cui è affidato il ruolo.

Aggiornati gli indici antievasione

Per rimanere al passo con i tempi e con la rivalutazione monetaria, la circolare n. 4/E/2010 aggiorna i c.d. indici antievasione: i funzionari verificatori possono valutare se richiedere le misure cautelari nel caso in cui il PVC contenga rilievi che comportino, tra l'altro, un recupero di maggiore imposta superiore a 120.000 euro o di ritenute non operate sopra i 60.000 euro.

In ogni caso, ai nuclei di verifica è data facoltà:
-di prescindere dagli indici se il comportamento del contribuente è spia di situazioni particolarmente a rischio per la riscossione del credito;
-di ampliare ulteriormente l'analisi patrimoniale dei contribuenti, esaminando più a fondo i documenti di bilancio e ricorrendo a ulteriori indicatori più specifici.- -
(Circolare Agenzia delle Entrate 15/02/2010, n. 4/E)
Fonte: http://www.ipsoa.it

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